Capitolo 1: L’eroe dimenticato

Chi non ha mai sognato in vita propria?

Magari siete così persi nelle vostre fantasie, che non notate il mondo circostante.

Un paio di cuffie nelle orecchie, la tua playlist preferita (che adori talmente tanto da ascoltarla fino alla nausea) e una buona dose di pensieri.

Adesso immaginate un ragazzo: alto, magro, occhi castani,capelli castani con il ciuffo ribelle sulla nuca (che va sempre nella parte opposta di come ti sei acconciato i capelli) e infine lo sguardo perso nel vuoto. Sta passeggiando nella solita città desolata, ma grazie alla sua “fortuna”, riesce a imbattersi con il solito ragazzo,che per colpa dei suoi problemi, si sfoga con gli altri maltrattandoli, insomma il classico bullo di quartiere.

Dal suo sguardo si poteva intuire che è in cerca di qualche “sacco da box” da picchiare, e il nostro sbadato protagonista con chi si scontra, per poi cadere a terra?

Esatto…

« Oh, che grande concidenza ti stavo proprio cercando. » disse il bullo.

Il suo nome è Rosario, ragazzo bello con il fisico palestrato, quello a cui basterebbe uno schiocco di dita per avere file di ragazze ai suoi piedi e compagno di classe delle superiori della nostra star.

Il tempo di rialzarsi ,e in meno di un secondo, il nostro eroe si trovava sospeso a mezz’aria con la mano di Rosario intorno al suo collo.

Proprio dopo aver sferrato il primo pugno, Rosario riceve una telefonata dal suo gruppo di amici e successivamente fa cadere di nuovo sul suolo il ragazzo.

« Mi dispiace doverti già lasciare sfigato, ma il dovere mi attende. »

Una qualsiasi persona normale, dopo ciò, si starebbe zitta e sarebbe corsa via, sperando che il nostro caro bullo non avrebbe pensato di fare il “bis”. Ma a quanto pare il nostro divo,mentre Rosario si era voltato per dirigersi al ritrovo che gli hanno comunicato i suoi compagni, con voce molto glieve, esclama:

« Tutto qui scimmione? »

Si è bevuto il cervello?

Il cazzotto è stato così violento da farli dimenticare chi ha appena insultato?

Attiverà un super potere latente talmente forte da ribaltare la situazione?

In relaltà il nostro protagonista è un wrestler travestito da ragazzo gracile?

A quanto pare no, nonostante il nostro eroe potrebbe essere nominato ragazzo più timido della storia e che gli tramavano le mani dalla paura è convinto di ciò che ha bisbigliato.

« Come hai detto scusa? »

Rosario si voltò di scatto e il suo viso era rosso dalla rabbia, sebbene sembra che il destino gli abbia sorriso donandogli una seconda chance, il ragazzo non sembra cambiare idea…

Anzi sembra rincalare la dose…

« Ho detto: tutto qui quello che sai fare, brutto scimmione ammaestrato? »

« Come osi parlarmi in quel modo? »replicò Rosario.

«Ti prego, devi per forza usare una frase talmente scontata ,arricchisci un pò il tuo vocabolario. Guardati sei talmente rosso che sembri un pagliaccio, anzi no togli il sembra.»

Rosario, per la prima volta in vita sua stava pensando, è concentrato su quale osso rompere per prima nel momento in cui il nostro eroe lo beffeggiava.

Il bullo non ha resistito oltre e si è lanciato in corsa verso il ragazzo, mancava meno di un centimetro prima che il suo pugno lo colpiva ma…

« Non credi che sia esagerato colpire il tuo avversario senza darli il tempo di prepararsi? »

Un’uomo sui 50 anni sbucò da dietro Rosario e dopo averlo tramortito con il suo bastone di legno incominciò a ridere.

« Avevi visto che ti stavo tenedo d’occhio, così ti sei sfogato non è vero Law! Ahahaha ogni volta che ti vedo mi ricordi tuo nonno, mi sembra strano che tu non lo abbia picchiato ahahah »

« Ho sempre la situazione sotto controllo. Quante volte ti ho detto di chiamarmi Lawrence invece che Law?»

A quanto pare, è da qui che incomincia la storia del ragazzo.

È da qui che incomincia la mia storia.

Piacere, il mio nome è Lawrence.

Continuai la mia camminata come se non fosse successo nulla, insieme a Dominic il vecchietto che mi ha aiutato prima con il “problemino”. Continuava a fissarmi come se stesse per dirmi qualcosa.

« Stai ancora tremando, ma nonostante ciò, il tuo sguardo è rilassato non ti capirò mai ahahah, però è la prima volta in cui ti vedevo rispondere ad una provocazione, che tu sia uscito dal tuo guscio? »

« Non so neanche io il perchè abbia fatto qualcosa di così sconsiderato, sai?, ma forse quello che doveva sfogarsi ero io…»

«Dovresti smetterla di reprimere tutto, Law lo sai che tutto ciò non porta a niente, i tuoi genitori sono preoccupati sei apatico, esci raramente di casa e ti chiudi nella tua stanza. Sai, anche lui sarebbe proccupato in questo momento…»

Dominic continuò il discorso fermandomi.

« E’ da tanto che non ti vedo più motivato in niente, e quando ho rivisto quello sguardo, anche se in una situazione del genere, mi hai fatto felice. Dovresti riprendere qualche attività magari uno sport, meglio se di squadra,un hobby… perchè non riprendi con gli scacchi? Eri un genio, riuscivi sempre a tenere sotto controllo la partita, come se vedessi 10 secondi più avanti! Ancora non capisco perchè tu abbia mollato tutto durante la finale, la tua vittoria era assicurata e io avevo scomesso su di te cavoli ahahahah »

Mi stava per mettere il suo braccio sulla mia spalla ma mi sono scansato in tempo. Avrà capito che mi dà fastidio?

Apposto, ecco che le mie mani ricominciavano a tremare…

Dannazione.

Incominciò a fissarmi con il suo sorrisino compassionevole in attesa di una mia risposta.

« Non avevo voglia di continuare quella gara tutto qui, non ne valeva la pena di vincere così facilmente e poi mi sentivo troppo sottopressione dagli sguardi degli spettatori, mi facevano sentire un fenomeno da baraccone! Per quanto riguarda gli sport non se ne parla, non voglio partecipare ad altre competizioni insulse, invece hobby invece ne ho a bizzeffe…» risposi guardandolo.

«Certo bizzeffe, escludendo il fatto che ti rintani in camera a leggere per quasi 20 ore al giorno in modo quasi disumano, dimmi allora un altro hobby o qualche progetto che hai portato al termine per cui ne vai fiero. Dai sentiamo questa lista infinita di hobby su!»

«… questo è un colpo basso Dom.»

«Devi smetterla di fare il ragazzo svogliato e pigro, hai 16 anni, sei un ragazzo pieno di telenti e di intelligenza che farebbe invidia a chiunque sai? Sembro più giovane io di te, esci con qualche amico o meglio qualche bella ragazza. Farebbero la fila per uno come te.»

« Se vuoi posso tingermi i capelli anche io come te per sembrare più giovane, ah per la cronaca i capelli stanno tornando al loro colore naturale.Non vorrai deludere le tue ammiratrici. » dissi sarcastico.

Dominic incominciò a passarsi la mano tra i capelli imbarazzato, beh a dirla tutta non dimostrava realmente 50 anni penso più sui 40, che sia la sua magica tinta o forse per il suo fisico abbastanza muscoloso?

Ripresi a parlare.

«Comunque non preoccuparti sto alla grande come si dice:”meglio soli che male accompagnati” visto che i miei coetanei sono quasi tutti come Rosario e poi mi hai visto? Chi vorrebbe uno come me? Dai siamo seri. Da questo punto di vista ammiro quello scimmione. Alla fine credo che sia io quello sbagliato come hai detto tu, quindi è inutile pensarci…»

Dominic mi interruppe di scatto con un urlo pieno di rabbia

«DEVI SMETTERLA HAI CAPITO?! CONTINUANDO A DARE LA COLPA A TE STESSO, DOVE PENSI DI ARRIVARE? NON RISOLVERAI UN BEL NIENTE. NON CAPISCO PERCHE’ ODI TE STESSO. NON DEVI PERDERTI IN CHIACCHERE! CHE FINE A FATTO QUEL RAGAZZO CHE SOGNAVA DI ESSERE UN EROE? QUELLO CHE AMMIRAVA TANTO SUO NONNO E CHE PASSAVA I GIORNI INTERI AD ASCOLTARE LE SUE STORIE, SOGNANDO UN GIORNO DI POTERLE VIVERE IN PRIMA PERSONA? TU POTRAI ESSERE LA PERSONA PIU’ INTELLIGENTE DI QUESTO MONDO, MA NON SEI NEANCHE UN UNGHIA DI QUEL RAGAZZO CHE CONOSCEVO! QUEL LAW CHE SUO NONNO ADORAVA TANTO! GIURO DONEREI LA MIA ANIMA AL DIAVOLO SE POTESSI RIVEDERE QUEL PICCOLO RAGAZZO CHE IMMAGINAVA DI ESSERE IL PROTAGONISTA DI UNA GRANDE AVVENTURA, ORMAI TI SEI RIDOTTO SOLO AD UNA COMPARSA NENANCHE DEGNA DI RIMANERE SUL PALCOSCENICO DELLA VITA!»

Il mio cuore perse un battito dopo ciò ma non riuscivo a fare e dire niente… mi tremavano le mani come al solito.Intato potevo notare che gli era appena scesa una lacrima, che posso fare? Devo trovare un modo per sistemare tutto, ma al momento ero concentrato sul fatto di non farli notare le mie mani. Però a quanto pare la situazione non stava cambiando di una virgola.

«PERCHE’ STAI FACENDO QUESTO? NON HAI RISPETTO NEMMENO PER I TUOI GENITORI CHE SI PREOCCUPANO PER TE, SEMBRA CHE QUASI TU NON ABBIA RISPETTO NEANCHE PER TE STESSO, LAW! TI TREMANO ANCORA LE MANI PER COLPA DELLE TUE INSICUREZZE E I TUOI DUBBI NON E’ VERO? E’ PER QUESTO CHE NON ESCI PIU’ DI CASA! ORA CAPISCO IL PERCHE’ TI SEI COMPORTATO COSI’ PRIMA, NON PERCHE’ MI AVEVI VISTO, MA IN REALTA’ VOLEVI CHE FINIVA MALE, NON E’ VERO?! PENSAVI CHE COSI’ SI SAREBBE SMOSSO QUALCOSA IN TE, QUALCHE EMOZIONE CHE VALGA LA PENA VIVERE GIUSTO? »

Che sia veramente così? Beh può essere che abbia ragione, ma ormai era inutile continuare a discutere, è meglio se me ne andavo così non rischia un infarto da quanto urla.

«Senti Dominic e meglio che vada se no faccio tardi, devo andare a prendere dei libri in biblioteca prima che chiuda. Continueremo questo discorso un’altra volta, tanto al limite lo continuerò a casa con i miei, oppure appena torno a scuola con i professori, non ti preoccupare ormai conosco questo discorso a memoria ahahah. Ti ringrazio ancora per avermi salvato.»

Ogni cosa ha il suo prezzo eroe, ne sarai all’altezza?

Mentre mi allontanavo da Dominic ,che aveva un espressione basita dopo ciò che gli ho detto, nella mia mante accheggiava quella frase.

«Forse ho esagerato con gli anime ieri sera…» dissi tra me e me.

Una volta arrivato in biblioteca presi i miei soliti 15 libri giornalieri e me ne andai.

Sentivo una senzazione strana come se mi seguiva qualcuno così mi girai di scatto…

Niente.

Sarà la mia immaginazione.

Continui a nasconderti nelle storie di altre persone, ma quando pensi di iniziare la tua di avventura? Ne sarai all’altezza?

Proprio mentre sentivo quelle parole,un brivido mi passò per la colonna vertebrale…

Un esplosione violentissima

Un palazzo incendiato…

Dannazione, è possibile che per una volta che esco capitino tutte a me?

Mentre assistivo all’incendio, tutte le persone che si trovavano in quel condomineo erano già evaquate.

La vicenda però non era ancora finita…

« IL MIO BAMBINO! »

Questo è l’urlo che emergeva dalla folla che è appena uscita dall’edificio.

Sembra la voce di un giovane donna.

Speriamo che i vigili del fuoco arrivino al più presto se no qui finisce male, visto che le fiamme continuano a divampare.

Passati pochi minuti dopo dalla richiesta disperata della ragazza, si poteva udire il pianto di un ragazzino.

Possibile che ci mettono così tanto i pompieri?

Mi sono avvicinato per vedere la sitazione,e ho assistito ad uno spettacolo raccapricante: la ragazza era distrutta dal dolore, cercava di scappare dalle braccia di alcuni signori che la bloccavano.

«Stai tranquilla adesso arrivano i soccorsi.» disse uno degli uomini.

Com’è possibile? Seriamente? Pensate che così calmate quella povera donna?

Come al solito ti perdi in chiacchere, perchè non agisci? Prova a metterti in gioco se no che senso hanno questi pensieri di compassione? Percaso hai paura? Allora non sarai mai all’altezza di usarla

Usarla? Non capisco…Aspetta non è il momento di cerverlarsi sul significato, sto seriamente prendendo in considerazione una vocina? Forse sono davvero impazzito, dovrei andare in un edificio in fiamme a salvare qualcuno che non conosco? Ci penserà sicuramente qualcun’altro.

Sei patetico eppure dovresti essere un eroe…

Maledizione… proprio in questi momenti il mio cervello doveva perdere colpi?

Possibile che nessuno muova un dito?

La donna era appena caduta sul suolo implorando aiuto.

Fanculo… mi ero messo la mia maglietta preferita,ed è pure bianca. Manderò il conto della lavanderia ai pompieri allora.

« Scusi potrebbe tenermi questi libri e la felpa per un secondo? »

« Cosa hai intenzione di fare? » replicò il signore al mio fianco

« Che domande mi voglio allacciare le stringhe. »

« Scusa pensavo che volessi fare qualcosa di sciocco. »

Mi sono abbassato per due secondi, toccai i lacci per poi scattare come un corridore delle Olimpiadi verso l’ingersso, schivando le persone che indendevano bloccarmi.

Aperta la porta uscì un odata di fumo,mi sono fermai sull’ uscio per due secondi mentre la folla urlava di fermarmi.

« Non è il momento di esitare, credo »

Entrai all’interno.

Le scale sono a rischio cedimento, l’ascensore non se ne parla…

Mi serve più tempo.

A volte dovresti usare l’istinto caro eroe…

Certo e magari tentare il suicidio eh?

Le condizioni delle scale stanno peggiorando, tanto vale muoversi prima che cedino oppure oltre al bambino ci sia un altro morto.

A parte qualche gradino che cedeva durante la mia salita non ci sono stati molti problemi.

Ero quasi vicino alla fonte di quelle grida.

Finalmente sono arrivato, ad eccezzione di qualche lieve scottatura e la maglietta che stava diventando nera, sto bene. (sarà strano anzi quasi pazzesco che in un momento come questo penso alla maglietta ma me l’ha ragalata una persona speciale quindi non giudicatemi).

Possibile che il destino mi abbia riservato un evento così patetico?

Ormai la storia dell’incendio ed del bambino dimenticato all’interno è una cosa mainstream, no?

Cavoli la madre a cosa stava pensando per dimenticarsi suo figlio?

Probabilmente presa dalla paura se ne sarà dimenticata, alla fine da un lato la capisco.

Non capisco però il perchè quando succede qualcosa del genere la persona da salvare si trova sempre all’ultimo piano, sono stanchissimo.

Sono bastati due colpi per sfodare la porta, il ragazzo era lì vicino, sotto alcune macerie.

Sembra star bene penso che abbia sui 3/4 anni.

« Tranquillo piccolo va tutto bene, è arrivato il tuo angelo custode, che ne dici se andiamo dalla tua mamma che è molto triste senza te? »

“S-si…”

Usciti da ciò che è rimasto della sua casa, prendo il bimbo in spalla e ci dirigiamo verso le scale. Sono al limite, oltre che a fare ginnastica a scuola non faccio sport, non sono abituato a questi sforzi ma dovevo portare a termine questo impegno anche a costo della mia vita.

Spero però di non morire in un posto del genere nel pieno della mia giovinezza.

Mancava pochissimo all’uscita,ma le scale dei primi due piani sono inutilizzabili

“Devo trovare una soluzione…”

Non avevo notato che il bimbo aveva smesso di piangere e mi stava chiamando con la sua voce tremolante.

« Se vuoi ti posso prestare il mio Dumbino, lui è mio elefantino di peluches, se hai bisogno di aiuto, sai lui è morbidoso. » detto questo lo abbraccio per un pò di tempo, sembra che si è tranquillizzato, beato lui…

Non posso permettere che lui muoia.

La soluzione è sotto i tuoi occhi pensaci bene eroe

Prima mi dici di usare l’istinto e ora di pensarci, sei molto coerente sai? Poi sarei io quello patetico. In ogni modo non era questo il momento di discutere con una vocina di presunta provenienza inconscia…

Davanti a me si trovava un materasso e ripensando alle parole della voce e del bambino potrei avere qualcosa in mente.

« Che sbadato dimmi come ti chiami? Visto che ormai ho conosciuto il tuo morbidoso amico vorrei sapere il tuo nome grande uomo »

« G-Giovanni signor angelo »

« ahahah non chiamarmi così chiamami Lawrence e quando usciamo di qui mi dovrai fare una pormessa ok?»

« O-ok »

« Che ne dici se proviamo a volare insieme? Oppure sei un bimbo fifone che vuole far piangere la sua mamma e il suo amico coccoloso? »

« NO! Io sono coraggioso come un supereroe! » replicò Giovanni con il broncio

Una volta preso il materasso lo lanciai al piano di sotto, mi sento strano e per una volta le mie mani non tremavano anche se mi trovo in questa situazione mi sento come a mio agio…

« Pronto piccolo? »

« C-certo » disse con occhi chiusi

Rischieresti la vita per quel bambino eroe?

Arrivato a questo punto credo che dovresti sapere già la risposta, sò che ciò che sto facendo!

Credo…

Ci lanciammo…

Sembrava infinito il tempo tra il salto è l’impatto con il materasso, il battito accellerato del suo cuoricino sulla mia spalla, la paura di non salvarlo superava qualunche altra.

Tonfo.

« Ahahahah ancora,ancora voglio volare ancora » urlava dalla gioia Giovanni

Per fortuna stiamo bene, barcollavo ancora per colpa dell’impatto ma nulla di rotto, che dire sono sopravvissuto da una caduta della distanza di due piani circa grazie a un materasso, sembra quasi impossibile ma ci sono riuscito anzi ci siamo riusciti.

Vicino l’uscita incominciavo a sentire l’arrivo dei pompieri, che dire tempismo perfetto.

Cretini.

Fatti 5 passi al di fuori di quel palazzo oramai devastato, mi voltai di scatto, pensando ad una seconda esplosione sullo sfondo come nei film ma a quanto pare niente.

Quindi va bene il solito clichè del bambino dimenticato nell’edificio in fiamme ma niente esplosione figa sullo sfondo mentre camminavo con Giovanni sulle spalle?

Che delusione…

Il ragazzino scese dalle mie spalle per correre dalla sua madre che piangeva ancora, però questa volta, non dalla disperazione ma dalla gioia di riabbracciare il suo “dono del cielo”.

Intanto la folla mi guardava sbalordita, a quanto pare ci consideravano già morti.

Poi applausi, erano tutti in lacrime di gioia per il fatto che il bambino era salvo poi i vigili del fuoco sono intervenuti per spegnere l’incendio giustificano il loro ritardo con un guasto al motore durante il viaggio e le altre autopompe erano occupate in quel momento.

La fortuna proprio…

Mi stavo dirigendo verso il signore che ancora incredulo reggeva la mia felpa e i miei libri e per non sprecare l’occasione era meglio salutarlo con una di quelle frasi ad effetto.

« Che dire penserà che sono un pazzo, ho scommesso la mia vita con questo gioco d’azzardo ma doveva star tranquillo avevo un piano. »

Proprio quando mi stavo per incamminare per tornare a casa,dopo che i medici mi hanno sottoposto ad un rapido, controllo sentivo qualcosa che mi tirava dal basso era Giovanni con sua madre. Lei era ancora in lacrime e non finiva di ringraziarmi per ciò che ho fatto e invece il piccolo Giovanni continuava a guardarmi sorridendo.

Ok questa situazione mi sta mettendo a disagio.

Peggio di quando ti cantano “Tanti Auguri” alla tua festa di complenno.

« Un giorno lo rifaremo? »

« Sinceramente spero proprio di no, non avevi paura? »

« Macchè »

« Ahahahah ma se ti sentivi piangere fin da fuori, non si dicono le bugie lo sai? »

«Ma non stavo piangendo io, era Dumbino che aveva paura…» dopo ciò mi fece una linguaccia.

Mi inginocchiai per essere più vicino al suo viso.

« Ti ricordi che mi dovevi una pormessa? »

« Certo! »

« Mi prometti che proteggerai a tutti i costi le persone a te care e di non smettere di essere coraggioso proprio come quando abbiamo fatto quel salto? »

« Ovvio, se me lo dice il mio angelo custode farei di tutto! »

« Ahhahahah non esagerare, comunque ci vediamo ok? Devo andare di corsa a casa perchè sono in ritardo. Magari prossima volta che ci vediamo mi offri un gelato per averti salvato ahahah. »

Ci siamo dati il cinque e poi lui e sua madre sono tornati indietro in atteva del marito, potevo ancora sentire la discussione tra mamma e figlio mano nella mano…

« Vi conoscevate già tesoro? »

« Che domande mamma ovvio lui è Lawrence il mio angelo custode. »

« Un angelo eh? »

«Certo quando abbiamo volato verso l’uscita gli erano spuntate delle ali soffici quanto Dumbino.»

Beh direi che sono in ritardo dovrei sbrigarmi non vorrei che i miei mi trovano con i vestiti che puzzano di fumo, dopo potrebbero farsi strane idee…

Pensi di essere all’altezza di impugnarla dopo ciò

Ancora con sta voce?

Che forse stia sognando?

Forse è dovuto al fatto che sono stato troppo tempo fra le fiamme, ma non mi sento ancora tranquillo credo che qualcuno mi stia spiando.

Mi voltai e lo vidi… è Dominic…

« Hai assistito allo spettacolo non è vero? »gli dissi sorridendo.

« Ho promesso a tuo nonno che ti avrei tenuto d’occhio lo sai? »

« Allora perchè non mi hai fermato, potevo morire lo sai? »

«Non posso impedirti di seguire le tue scelte, ma non avrei mai permesso che tu morissi lì dentro…

poi quando hai parlato con quel bambino mi sembrava di rivedere Leonardo lo sai Law?»

« Non voglio che mi chiami in quel modo sai che… » mi interruppe e continuò lui a parlare.

« Ti da fastidio che ti chiamo come lui lo so,ma non posso farci niente. Mi spiace ho esagerato prima nonostante questo però non nego quello che ho detto. Dopo quello che ho visto mi sono commosso…ho rivisto Leonard e ho visto quel ragazzo sognatore che ascoltava le sue storie che è corroso dalla vita che sta vivendo adesso, vivendo per modo di dire. Non sarò un tuo parente ma ti consco da quando eri ancora in fasce, quel marmocchio cdi cui tuo nonno andava tanto fiero. »

« Forse hai ragione Dominic ma non mi sento più appartenere a questo mondo, sembrerà strano ma quando ho salvato quel ragazzo mi sono sentito alla grande non mi tremavano neanche le mani. Sai è frustante aver paura di tutto, anche le minime scelte, tutto per non deludere le aspettative altrui. Pian piano si perde lo stimolo di fare qualsiasi cosa persino di uscire di casa poi lui mi manca un casino, mi mancano i suoi racconti, mi mancano le nostre gite di quando andavamo al lago io te e il nonno insomma mi manca lui. Ho smesso qualsiasi attività perchè al momento potrò anche essere il migliore in qualsiasi cosa ma non mi sento tale se non ho nessuno con cui confrontarmi…

Non ha senso vincere così, mi è sempre stato insegnato da lui che sono i sacrifici che rendono una vittoria tale, le sfide, gli errori insomma avere un “nemico” che sia anche mio amico ti sembrerà strano ma sempre invidiato il tuo rapporto con lui.»

« Sai Lawrence ovunque tu andrai ci sarà sempre qualcuno che ti giudica perchè tu sei speciale e le persone che non sono come te ti odiano perchè ti invidiano, forse ho sbagliato a lasciarti solo in questo periodo di crescita ma come sai avevo da fare e mi spiace che questa mia mancanza o per lo meno la mancanza di qualcuno al tuo fianco abbia prodotto questo. Non ti chiedo di ritornare subito quello di una volta perchè non sono io che devo deciere per te ma mi farebbe piacere… »

« Ti ho detto mille volte di non chiamarmi Law vecchio.. .»

« Infatti non l’ho fatto… »

« Zitto » così continuai «Ti ho detto mille volte di non chiamarmi Law vecchio… ma da oggi mi farebbe piacere se lo usassi come una volta…Che ne dici se mi porti al lago domani? Vorrei ritornarci per sentire una delle vostre vecchie storie che ne dici?»

Fece un sorriso e poi scoppiò in lacrime di gioa o almeno spero…Ho sbagliato di nuovo?

Ecco perchè esco raramente: Pestaggio, faccio piangere un vecchietto due volte e vengo coinvolto in un incendio per salvare un bambino e per poco non rovinavo la maglietta. Dovrebbero scrivere un libro su di me se ogni volta che esco succedono questo genere di cose.

Dopo che si è calmato replicò:

«Certamente ti passo a prendere verso le 9 ok? Hai passato proprio una giornata intensa non è vero? Beh per lo meno non hai rovinato la maglietta che ti avevamo regalato io e Leonardo ahahah»

Già adoro quella maglietta soprattutto per la frase sul forte

“Don’t be a hero” con il don’t con una croce rossa per segnare l’errore.

Incominciammo a  tornare a casa

«Ed è pure azzeccata per la giornata di oggi. Grazie per i consigli che mi hai dato durante questa giornata ,anche se non so come hai fatto a farmi sentire quella vocina quando ero su nel palazzo. Mi hai messo un piccolo autoparlante ed hai cammuffato la voce? Dai su voglio saperlo potrebbe tornarmi utile ahahahahah»  dissi al vecchio.

« Vocina? »

« Si certo, anche se a volte dicevi cose senza senso tipo: “pensi di essere all’altezza di superare questa prova” oppure “riuscirai ad impugnarla con valore” cose del genere. All’inizio avevo pensato che stavo impazzendo, me l’hai proprio fatta Ahahahaha »

Lui si fermò di colpo

«Che c’è? Forse ho detto qualcosa di sbagliato? Oppure non pensavi che ti avrei scoprerto e ti ho rovinato lo scherzo? »

« Ah Ah ah si hai…hai ragione m-mi hai scoperto… »

Non sembrava tutto a posto

« Stai bene Dominic? Non hai una bella cera vuoi che ti accompagno all’ospedale? »

«No no sto bene, traquillo, io giro a destra che vado a fare una commissione ci vediamo domani ok?»

«Ok a domani Dominic»

Mah, la vecchiaia si fà sentire.

Meglio correre che non voglio sentire una ramanzina dai miei e vorrei farmi una doccia.

Apro la porta ed a aspettarmi trovo mia madre…

« Lawrence come mai questa puzza di fumo? »

Quella donna secondo me è bionica non ci sono altre spiegazioni

« Nnnnnnno cosa te lo fà pensare? Senti mamma sono stanco, è stata una giornata faticosa, vorrei solo farmi una doccia e andare in camera mia a leggere. Ti giuro che non ho fumato o cose simili. »

«E i tuoi vestiti sporchi e bruciacchiati? Come me li spieghi?»

“Ho scoperto che è alla moda portare i vestiti così, sai? Sono molto fashion.”

Non sta andando per il meglio, ho bisogno di un diversivo per svignarmela dal suo sguardo. Mi fa paura quella donna.

« Certo alla moda,e da quando la segui? »

« Beh, così per farmi nuovi amici. »

«Certo…»

Me la svignai quando, mentre stavo salendo le scale, sento mia madre chiamarmi.

« Lawrence sai che non puoi nascondermi nulla vero? Ti ricordo che ti ho tenuto in grembo per nove mesi, ti conoso meglio di chiunque altro. »

Certo, crederesti se ti dicessi che ho salvato un bambino da un incendio?

In tanto sentivo urlare mio fratello dal salotto.

« Mami! Lawrence è apparso per la quinta volta in tv! »

Dannati media… quando mi avranno ripreso? Forse sarà stato qualcuno di quei vigliacchi con il cellulare. Aspetta io non ho autorizzato nessuno a utilizzare la mia immagine e sono anche minorenne è violazione della privacy!

“Hanno oscurato il tuo volto ma è stato qualcos’altro a tradirti oltre ai tuoi vestiti, o meglio qualcun’altro…” disse mia madre.

Mi sono concentrato sull’audio dell’intervista di un telegiornle locale e, a quanto pare, hanno intervistato il piccolo Giovanni

-Giovanni raccontaci avevi paura?-

-No neanche un pò perchè dopo è arrivato il mio angelo custode.-

-E come si chiamava?-

-Lui si chiamava Lawrence ed è mio amico!-

Ah ottimo…

« Capisco…anzi no non capisco, come ti è venuto in mente di fare una cosa così sconsiderata?! POTEVI MORIRE TI RENDI CONTO? » sbraitò la donna.

«Potrebbe tranquillizzarti se ti dicessi che avevo un piano?»

« Un piano eh? Sentimo mister stratega… »

Si mise a braccia conserte in attesa di una mia giustifica.

«Beh… salvarlo conta come risposta?»

«NO!»

«Esigente eh? Allora dammi tempo per trovare una scusa.»

«L’importante è che tu e quel ragazzino stiate bene in fondo» disse dopo aver sbuffato «Adesso corri a cambiarti e a farti una doccia, prima che torni tuo padre. Puzzi. Non inpiegare tanto tempo come al solito, tra poco è pronto… Eroe. »

Almeno non ha urlato come al solito…

Finita la doccia ed un libro in salotto, andammo tutti in cucina a mangiare, visto che era arrivato mio padre.

« Come vi è andata la giornata oggi ragazzi? Sei uscito Lawrence? »

« Si e adesso capisco perchè esco raramente… Comunque domani vado a lago con Dominic, alle 9 passa qui a prendermi »

« Andate a lago dove ti portava il nonno? »disse mia madre stupita

« Si, ho pensato che era il momento di ritornarci. »

« E’ successo qualcosa? »

« No, credo più per nostalgia , poi dovevo un favore a quel vecchio visto che gli ho fatto quasi venire un’infarto…»

« CHE COSA?! » urlò mia madre

« Niente…niente scherzavo »

Continuava a guardarmi ma, per fortuna, mio padre riprese il discorso

« Quando è tornato? Sapevo che era in uno di quei paesini sconosciuti persino da Dio. »

« Mi ha detto che era tornato da poco »

« Ah ok, starete via tutta giornata? »

« Penso che prima di cena saremo qui. »

« Va bene, va bene e tu Mattia? Che mi dice il mio futuro calciatore? »

« Che Lawrence ha salvato un bimbo da un palazzo in fiamme. »

Stronzo.

Io e mamma ci girammo di scatto verso di lui, invece mio padre era in attesa di spiegazioni da qualcuno.

Che faccio?

Idea

« Si pa, Mattia ha ragione. E’ stato stupendo. I videogiochi in prima persona si stanno evolvendo talmente tanto da sembrare reali, sai? »

Ridevo in modo nervoso. Speriamo che se la beva…

« Ah è un gioco nuovo, non me ne hai parlato e come si chiama? »

« Vigili del fuoco simulator, ha una grafica pazzesca e se te lo stai chiedendo, si l’ho preso con i soldi di un vecchio premio »

« Ottimo ahahah come al solito mi leggi nel pensiero »

« Ah ah ah…»

Per fortuna se l’è bevuta.

Una volta finito di mangiare, quando pensavo che finalmente potevo andare a guardare il mio anime serale, ecco che si ripresenta un pericolo…

« Amore dov’è il telecomando? Volevo vedere se parlano ancora dell’esplosione ed dell’incendio di un condomineo che si trova in zona. »

« NO! » urlò mia madre

« Perchè scusa? »

« Perchè…perchè…diglielo tu Lawrencino caro »

Adesso mi chiama Lawrencino eh? Ma grarda te…

« Non dirmi che si è rotto il televisore, lo avevamo appena comprato… »

disse mio padre.

« No pa è che…i televisori stanno facendo un aggiornamento…»

« I televisori fanno gli aggiornamenti? »

« Ovvio, perchè hanno lanciato un nuovo sistema operativo, la tecnologia progredisce di giorno in giorno. Si dice che potrai usare il cellulare come telecomando scaricando un app »

« SERIO?! ALLORA AVRANNO LETTO LE MIE MAIL DI RICHIESTA! OTTIMO! Non vedo l’ora! »

Sembrava un bambino.

Per oggi dovrei essere salvo, devo solo sperare che questa notizia finisca nel dimenticatoio… meglio andare a dormire dai.

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Capitolo 1: L’eroe dimenticato

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